Una strategia per aumentare il proprio flusso di reddito: il Dividend Investing

Il dividend investing è la strategia cha ha come obiettivo quello di creare un flusso di reddito regolare che vada ad aumentare il rendimento totale del portafoglio, garantendo nello stesso tempo un flusso di cassa costante che può eventualmente essere utilizzato dall’investitore per le proprie esigenze di spesa senza necessariamente procedere al disinvestimento, parziale, del proprio portafoglio.

Ci sono molti motivi per cui può valere la pena acquistare azioni che pagano dividendi:
– In un contesto di tassi di interesse bassi e aspettative di inflazione in crescita, investire in reddito fisso potrebbero non fornire un ritorno sufficiente a superare il deprezzamento del capitale (sul punto del rapporto tra il valore del titolo obbligazionario e il livello dei tassi torneremo a breve);
– Può consentire di fare un ragionevole affidamento su un flusso di cassa costante;
– Offre vantaggi di lungo termine poiché l’accumulo della cedola, specialmente in caso di dividendo crescente, può essere un driver di crescita per il ritorno totale dell’investimento. Secondo uno studio Morningstar basato sulle holding dell’indice S&P 500, i rendimenti derivanti dai dividendi hanno rappresentato il 16% della performance totale nel decennio 2010-2019. 

I due modi per investire in azioni da dividendo
Ci sono fondamentalmente due modi per attuare una strategia di dividend investing: avere un approccio high yield o puntare a delle stock che promettono di avere un alto tasso di crescita dei dividendi.

– Il primo si basa sulla scelta di massimizzare il rendimento da dividendo. Si tratta in sostanza di individuare Società o settori che promettono alti dividendi. E ‘un approccio che può dare un ritorno molto generoso nel breve termine, ma allo stesso tempo può nascondere qualche insidia nel lungo termine. Il rischio, infatti, è quello di essere tentati dai generosi extra-rendimenti forniti dai dividendi – che difficilmente si ripeteranno in futuro – per poi ritrovarsi in una trappola, ovvero con un titolo che non paga più dividendi e con una perdita in conto capitale che pesa in portafoglio.

Può succedere infatti che questi alti dividendi derivino da ricavi generati dalla cessione di attività marginali, quando invece il core business produce risultati negativi, ovvero quando una società aumenta il proprio indebitamento per continuare a pagare dividendi nonostante il business sia in difficoltà. Ad un certo punto queste società sono costrette a smettere di pagare dividendi e il più delle volte questo si traduce in un forte sell-off sui listini. 

– Il secondo approccio è quello invece di concentrarsi sulla qualità del business e sulla stabilità finanziaria dell’azienda. Un business di qualità, infatti, consente alle aziende di aumentare i profitti indipendentemente dall’andamento dell’economia, mentre una forte solidità del bilancio è un’assicurazione sulla capacità dell’azienda di continuare a pagare la cedola anche nel lungo termine. Non va dimenticato, poi, che le aziende con queste qualità e che dimostrano di avere una disciplinata politica di dividendo, tendono ad avere una gestione di qualità superiore, focalizzata su un’allocazione del capitale che massimizza gli interessi degli azionisti. Le azioni di queste società tendono a mostrare una minore volatilità del mercato, questo perché gli azionisti di solito non vendono questi titoli neanche quando i mercati crollano perché non vogliono privarsi del flusso di cassa sicuro che questi gli garantiscono. Tutti questi fattori ci aiutano a spiegare perché questo tipo di azioni mostra in media un total return più elevato nel lungo termine.

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