Servizi di investimento

L’attività del consulente Finanziario Autonomo, totalmente separata dai tradizionali canali di vendita di prodotti finanziari da parte di banche o altri intermediari finanziari,  e quindi priva di ogni possibile elemento di conflitto di interesse nei confronti del cliente, consiste nella prestazione di servizi di consulenza personalizzata in materia di investimenti, nei confronti di persone fisiche o società, relativamente a valori mobiliari e a quote di organismi di investimento collettivo, senza detenere fondi o titoli appartenenti ai clienti.

L’esercizio dell’attività è riservato, ai sensi dell’art. 18 del Testo unico della finanza (TUF), ai soggetti iscritti all’Albo dei Consulenti Finanziari (OCF) nella sezione riservata ai Consulenti Finanziari Autonomi.
L’attività di consulenza prevede l’emissione di raccomandazioni scritte per l’effettuazione di nuovi investimenti o per  la valutazione di investimenti esistenti.

L’analisi che conduce alla formulazione di una raccomandazione prevede obbligatoriamente il seguente percorso:

  •              L’analisi della situazione finanziaria del cliente, la valutazione dei suoi obbiettivi di investimento, inclusa la sua tolleranza al rischio in accordo con le disposizioni recate dalla direttiva MIFID II.
  • La verifica che l’investimento sia di natura tale che il cliente sia finanziariamente in grado di sopportarne i rischi connessi, compatibilmente con i suoi obbiettivi di investimento (c.d. “adeguatezza”)
  •              L’indicazione di una congrua gamma di strumenti finanziari disponibili sul mercato compatibili con le caratteristiche del cliente, con i suoi obbiettivi di investimento e con il suo profilo di rischio, ovvero la verifica dell’adeguatezza degli investimenti esistenti.

Le raccomandazioni sono emesse in forma scritta e sono composte dai seguenti elementi:

  • La descrizione dettagliata della struttura di ciascun strumento finanziario raccomandato o analizzato, con particolare riferimento alla protezione del capitale investito, al livello di liquidità, alle condizioni del mercato di riferimento e ad eventuali vincoli al disinvestimento.
  • La valutazione dell’affidabilità dell’emittente o dell’intermediario e gli eventuali rischi ad esso connessi.
  • L’analisi della valutazione dei rischi di mercato, quali la volatilità dello strumento finanziario considerato ed il suo grado di sensibilità alle variazioni del mercato di riferimento, ivi compresi eventuali rischi di cambio per gli investimenti denominati in valuta.
  • L’indicazione della redditività prodotta nel tempo dai singoli strumenti finanziari analizzati.
  • La redditività viene separatamente indicata al lordo ed al netto dei costi relativi agli investimenti raccomandati o analizzati.
  • L’indicazione dei costi gravanti sull’investimento, sia in forma analitica che in forma aggregata, quali ad esempio i costi di ingresso, di uscita, le eventuali commissioni di performance ed ogni altro costo eventualmente applicato dall’emittente o dal gestore, i costi relativi alle imposte gravanti sull’investimento.
  • Le considerazioni relative al trattamento fiscale applicabile all’investimento.
  • Il monitoraggio dell’investimento, con l’emissione di report periodici, sia con riferimento alle performance maturate che con riferimento alla sua adeguatezza in ragione del possibile cambiamento caratteristiche di rischio o di rendimento dell’investimento o delle esigenze del cliente.

Il Cliente può presentare ricorso all’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF), istituito presso la CONSOB, per la risoluzione extragiudiziale delle controversie tra investitori (diversi dai clienti professionali) e  i consulenti finanziari autonomi e le società di consulenza finanziaria di cui, rispettivamente, agli articoli 18-bis e 18-ter del TUF, relative alla violazione da parte di questi ultimi degli obblighi di diligenza, correttezza, informazione e trasparenza nell’esercizio dell’attività disciplinata dalla Parte II del TUF, incluse le controversie oggetto del Regolamento (UE) n. 524/2013. Non rientrano nell’ambito dell’operatività dell’Arbitro le controversie che implicano la richiesta di somme di denaro per un importo superiore a Euro cinquecentomila. Sono esclusi dalla cognizione dell’Arbitro i danni che non sono conseguenza immediata e diretta dell’inadempimento o della violazione da parte dell’intermediario degli obblighi sopra descritti e quelli che non hanno natura patrimoniale.  Il diritto di ricorrere all’ACF è irrinunciabile e sempre esercitabile anche in presenza di clausole di devoluzione delle controversie ad altri organismi di risoluzione extragiudiziale contenute nel contratto.

Per maggiori informazioni fare riferimento al sito internet https://www.acf.consob.it/

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